Fermati un attimo, e pensa.

Tu, che stai leggendo.
Voglio proporti una cosa.
Fermati un attimo perfavore, e pensa.
Siediti dove ti trovi, sia che tu sia con i tuoi figli, con tua moglie, con la famiglia, con gli amici, sia che tu sia appena tornato dal lavoro, o da una corsa, o che tu sia solo allungato sul divano, che tu stia facendo da mangiare o che tu sia in bagno.
PER FAVORE FERMATI UN ATTIMO.
Pensa a quello che sta succedendo, non ti chiedo di pensare alle cose negative, pensa anche a quelle belle, pensa ai sentimenti, pensa all’amore e all’odio, pensa alla prima cotta, alla prima volta in discoteca, alla tua prima parola, ad un sorriso vero, ad un abbraccio caldo, pensa all’estate all’inverno alla primavera e all’autunno, pensa alle cose belle, pensaci.
non vorresti che i tuoi figli, i tuoi amici, i tuoi nipoti, i tuoi parenti le provassero queste cose, come le provi tu?
Beh, spero di si.

E allora se è così perché stiamo distruggendo tutte le cose belle che abbiamo la fortuna di avere?

Pensaci, perché tutti possiamo fare qualcosa, ma siamo tanto presi da noi stessi, dalle nostre ansie, dall’avere sempre troppo da fare e troppo poco tempo che non ci rendiamo conto delle cose davvero importanti.
E allora fermati perfavore, e pensa in che mondo vuoi che cresca il bambino che hai, quello che avrai, tuo nipote, il tuo fratello più piccolo, e quando hai pensato fai ciò che pensi sia giusto.
Perfavore.

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È sempre il futuro la fregatura

Ed è il futuro che fa paura.
Più di ogni altra cosa, è sempre il futuro la fregatura.
Come saremo, dove arriveremo, saremo ricchi, saremo felici, saremo innamorati?
Cosa succederà, è sempre quello il problema, ma anche la vera bellezza.
Il futuro non lo puoi prevedere.
Puoi provare a plasmartelo su misura, puoi sperare e sognare, ma poi basta una piccola scintilla, e tutto cambia.

Benedetto ritardo che ci ha fatto incontrare, il giorno in cui avrei dovuto essere puntuale, loro aspettano ancora ma io ho cambiato programma da quando nella vita ci sei tu”

Basta un ritardo, come dice Jovanotti, basta un incontro inaspettato, basta un’opportunità mai sperata, basta una piccolezza perché il nostro futuro cambi.
E allora pensare al domani come una costante ansia non serve, pensate al presente per migliorare il domani.

Se solo fossimo capaci di riportare in alto la nostra Italia

Io proprio non la capisco, la mia Italia.

Come siamo arrivati ad essere gli zimbelli d’Europa?

Siamo stati l’impero più grande al mondo, abbiamo avuto gli artisti migliori di tutti i tempi, Leonardo, Giotto, Masaccio, Michelangelo, Botticelli, solo per citarne alcuni, possediamo il triplo dei siti Unesco della Gran Bretagna, dieci in più della Germania e della Francia, tre in più della Cina e sei più della Spagna, non contando due siti in Vaticano e tutte le altre opere artistiche che abbiamo il privilegio di avere.

Ogni regione Italiana può vantarsi di avere almeno una città degna di essere capitale, abbiamo opere d’arte ovunque andiamo, possediamo più del 6% del patrimonio culturale mondiale, abbiamo città di cui possiamo vantarci in tutto il mondo, basti pensare a Venezia, Firenze, Roma, Palermo, Verona, Pisa, Urbino, Siena, e se ne potrebbero dire molte altre.

Potremmo vivere di turismo, e invece no.

Invece stiamo qui a lamentarci, come sempre, perché non siamo in grado di fare altro.

Ma è mai possibile che se una scuola italiana vuole andare in gita a Roma non possa farlo perché costa troppo? perché costa il doppio di quanto si paga invece per andare a Berlino per esempio?

No, secondo me non è possibile, e allora diamoci una svegliata, perché non possiamo lasciare nel dimenticatoio le opere di artisti che hanno fatto la nostra storia rendendoci grandi, opere che ci invidiano in tutto il mondo, perché allora ci facciamo solo male da soli.

E allora non lamentiamoci quando l’Europa ci prende in giro, se siamo noi i primi a farlo.